La strada – The road Il film – il libro

Vi consiglio, a chi non è delicato di stomaco, di leggere prima il libro e poi di vedere il film 😉

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Carlo Mirabelli racconta la sua conversione

Che dire… succede!

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Il ritorno di Andrei Zvyagintsev (Russia)  non è un film d’azione… ma è una riflessione, a mio modesto parere, molto acuta su tre temi:

  1. Il rapporto padre figlio (il più scontato)
  2. Il rapporto con l’autorità intransigente (ancora più scontato)
  3. Il rapporto con Dio e in particolare con una visione di Gesù Cristo che risente della cultura russa anche se…

Perchè dico questo: all’inizio del film quando il padre ritorna e dorme in camera l’inquadratura riprende in modo chiaro ed evidente il dipinto del Mantegna Il Cristo morto. Da qui la riflessione sul rapporto dei tue figli Ivan (il piccolo e il più ribelle) simbolo dell’uomo moderno e Andrei invece l’uomo pre-moderno (passatemi il termine). La morte del padre che cade dalla torre per recuparare il figlio ribelle mi sembra un riferimento all’opera di salvezza di Cristo.

Buona visione

Qualcuno che fischia ci vuole!

Su un noto giornale italiano un articolo che mi è piaciuto molto, molto!

Dio esiste o è tutto un caso?

cushng011(Qualche mese fa mi trovavo a parlare con un mio amico, laureato in ingegneria meccanica, che mi raccontava l’esempio che una professoressa di fisica faceva a proposito dell`esistenza di Dio e del concetto di creazione legata alla posizione ateista del “caso”) Grazie a Matteo (v. commento sotto) vi riporto la fonte precisa dell´aneddoto: Padre Coyne, direttore della Specola vaticana, ed è riportato nel libro “Inchiesta sul Cristianesimo” di Vittorio Messori. “ Immaginate un grande deposito di pezzi di ricambio di aerei da guerra. Immaginate inoltre che una tromba d’aria investa il grande deposito. Nel turbinio del grande ciclone per caso si assembla un F16. Ma la cosa più strabiliante non consiste soltanto nell’assemblamento del noto caccia, ma ancor di più nel fatto che tale velivolo sia in grado di spiccare il volo”

Ancora di più mi sembra che ci sia un altro argomento a favore di una maggiore credibilità dell’esistenza di Dio più che della sua non esistenza. Per chi ha visto il film Matrix capirà meglio la parabola esistenziale che ora proporrò, per chi non l’avesse ancora visto ne consiglio la visione.

Immaginiamo di trovarci in un’era in cui l’intelligenza artificiale ha preso completamente il sopravvento sulla vita del nostro pianeta, l’esistenza umana è praticamente quasi estinta, i pochi esseri umani si sono rifugiati in zone non rintracciabili da parte delle macchine, vivendo in bunker sotterranei che li isolano da radar o dispositivo in grado di rilevare ogni segnale umano. A questo punto le nuove generazioni di intelligenza artificiale pensano di essere una evoluzione progressiva della sua specie, non essendo in grado di provare empiricamente la presenza di una intelligenza diversa dalla loro che fu in grado di crearle. A questo punto nascono spontanee due domande: l’intelligenza artificiale darà credito a queste sue nuove deduzioni? Oppure sarà in grado di dedurre che all’origine della sua creazione ci fu un’intelligenza di altro genere, in quanto al funzionamento e alla capacità intuitiva superiore a lei stessa?

Questa parabola futuristica ci illustra come sia facile oggi giorno ritenere la non rintracciabilità empirica di Dio come l’unica prova della sua non esistenza…

Veramente inquietante…

Rifqa Bary
non ho parole… anzi ne avrei moltissime!

Che magliette!

Ho visto due magliette troppo belle:
1. Thank you God! Today is Friday!
2. No pain, no glory! El camino de Santiago

E poi dicono che Dio non esiste…

Me lo ricordo ancora quando ero adolescente e rabbrividivo solo a sentire i testi delle canzoni:

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La virata che cambiò l’Europa e il mondo intero

Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus: la rosa fin dall’inizio esiste solo nel nome: noi possediamo soltanto nudi nomi.

Questa frase tratta da De contemptu mundi di Bernardo Morliacense segna idealmente il decadimento della mente umana fino al crepuscolo della nostra contemporaneità…

Rivelazione e preghiera

La mia amica Chiara ha detto:

“Ecco questo mi interessa assai. Ne possiamo parlare anche “da te” perché sono sinceramente interessata a questo argomento. Lasciamo perdere il credere o meno all’esistenza di Dio, mettiamo che c’è. Dio ha dettato un libro, che in soldoni dice:
1) Perdona 70 volte 7;
2) Puoi rinascere, anche se sei una persona di merda, c’è spazio per un rinnovamento, per migliorarti e cambiare (sotto questo punto di vista la Pasqua è una festa che non mi dispiace)
3) sii prodigo nell’amare;
4) segui questi dettami e sarai felice;

Io ho colto solo questi quattro punti, ma possiamo ipotizzare ce ne siano anche 20, non cambia.

Bene. Detta il libro, il lettore assimila il concetto e poi si mette in dialogo con l’autore. Ma che si dicono? Cioè Dio, non ha esaurito gli argomenti con i punti di cui sopra? Gira delle postille? Se così fosse, toccherebbe fare delle note al libro ogni volta che qualcuno ha ricevuto un messaggio, no? O almeno fare il volume 2 dell’opera, per inserire i chiarimenti successivi e le integrazioni. Non sono ironica, giuro, sono seriamente curiosa.”

Allora parliamone: